Vulnerabile

Vulnerabilità.
Quella che ti pervade non appena appoggi la penna, chiudi il quaderno, smetti di scrivere.
Quella che ti attanaglia ripensando a ciò che hai appena scritto, a quell’emozione che hai tradotto in parole, messo su carta…

Per moltissimi anni non sono riuscita a rendere pubblico nemmeno uno dei miei pensieri.
Perché?
Perché mi faceva sentiere vulnerabile. Esposta.

Scrivo da quando sono bambina, non solo diari personali ma anche racconti e storie di ogni genere.
Per quanto raccontare quelle storie sia per me un impulso irrefrenabile, esporle al pubblico mi ha sempre fatta sentire fragile. Un po’ come mettere in piazza il lato più intimo di me stessa. Perché non si tratta solo di raccontare, si tratta di esprimere un sentire profondo, di renderlo concreto e visibile a tutti.
Così mi sono sempre ritenuta troppo insicura per mettermi in mostra, per sviluppare le mie conoscenze e le mie capacità.

Esiste forse una soluzione per tutto questo?
Io non credo. Forse l’unica cosa che si può fare, che io stessa sto tentando, è prendere consapevolezza di questa fragilità. Anzi, rendersi conto che è proprio questa sensibilità estrema a renderci artisti. E provare lo stesso, timidamente, a farci vedere. Perché se vogliamo davvero dire, raccontare, far vivere qualcosa, non farlo sarebbe ingiusto nei confronti di noi stessi.

La splendida citazione che mi ha stimolato questa presa di coscienza.

Foto in copertina di Tamara Velazquez da Pexels

5 pensieri riguardo “Vulnerabile

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