Il fluire di un gesto

Le penne per uno scrittore sono come le matite per un disegnatore.
Sono compagne fidate, oggetti di culto, strumenti imprescindibili. Perché è dal tratto di una penna che si sprigiona la vera Magia.

È il gesto, il movimento, il fluire della penna sul foglio… è lì che si annida la vera felicità dello scrittore.
Almeno, la mia felicità.

Non so quanti scrittori siano ancora legati al movimento della penna sul foglio.
Io non riesco a costruire un testo ragionevolmente lungo se prima non l’ho materialmente creato con mano, inchiostro e carta. A volte non penso alle parole, non cerco di costruire frasi o storie… la penna sa come seguire la mano e quello che la mia mente, in un angolo recondito, vuole raccontare. Come se fosse tutto merito di una penna, tirate le somme.
Lascio che l’inchiostro prenda la forma che preferisce, quella che è suo compito e destino prendere. Poi, appena asciutto, registro quella nuova parola, quella nuova frase. Spesso sorrido, talvolta mi sorprendo. Ci rimango male, anche, perché non sempre le svolte che scopro sono attese o piacevoli. Ma le storie vanno come vogliono andare, non devono piacere a tutti… figuriamoci se devono preoccuparsi di assecondare chi le scrive!

Il fluire del gesto disegna le storie.
A chi scrive, sta solo la bontà d’animo di lasciare che le parole scorrano libere.

E le macchie scure che aleggiano sulle dita per giorni sono lì a ricordarci quanto siamo orgogliosi della nostra passione.

7 pensieri riguardo “Il fluire di un gesto

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