Gli assassinii della Rue Morgue – recensione

Ecco un libro che ho pescato da quella infinita biblioteca multimediale che è LiberLiber: “Gli assassinii della Rue Morgue” di Edgar Allan Poe (potete trovarlo qui). Conosciuto anche come “Duplice delitto della Rue Morgue” o “I delitti della Rue Morgue” (Wiki).

Voto: 4/5

Questo racconto viene considerato il capostipite della letteratura poliziesca. Infatti, è stato pubblicato per la prima volta nel 1841, Sherlock Holmes è del 1887 e Agatha Christie ha iniziato a pubblicare i suoi scritti agli inizi del 1900.
Da amante del genere, è stato quasi un dovere leggerlo per conoscere le basi di uno dei miei generi letterari preferiti.

Si sente che è un “capostipite”, in un certo senso è piuttosto semplice e rudimentale. Ma traccia con estrema chiarezza la base investigativa sulla quale tutti gli autori successivi hanno costruito le loro storie. Descrive le meraviglie di una mente analitica subito prima di mostrarle in azione attraverso le azioni e i ragionamenti del signor Dupin, perfetto predecessore di Sherlock Holmes.
Il racconto è narrato in prima persona dal protagonista, un antenato di Watson se vogliamo, che arranca nel seguire la brillante mente del suo compagno mentre si dilettano a risolvere un duplice delitto che sembrerebbe irrisolvibile a meno di spingersi in spiegazioni sovrannaturali.

Essi hanno commesso il grossolano ma comunissimo errore di confondere lo straordinario con l’astruso. Ma è appunto seguendo queste deviazioni dal corso ordinario delle cose che la ragione potrà trovar la sua strada se lo potrà nella ricerca del vero. Nelle indagini di questo genere non bisogna chiedersi tanto «che cosa sia successo», quanto invece «che cosa sia successo che non è mai successo prima». Insomma la facilità con la quale arriverò, o sono arrivato, a spiegare il mistero è in ragione diretta della sua insolubilità agli occhi della polizia.

Edgar Allan Poe – Gli assassinii della Rue Morgue

Può convincere meno l’identificazione del colpevole, che per forza deve essere “mostro” ed estraneo alla natura umana. Però bisogna sempre tenere a mente l’epoca in cui questo racconto è stato scritto e il fatto che noi lettori moderni siamo praticamente assuefatti alle nefandezze dell’animo umano.

Consiglio la lettura di questo racconto, soprattutto agli appassionati che ancora non lo conscevano!

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...